Libri

Anteprime

Ricordati di dimenticare

Sono trascorsi sei anni, non per scrivere un nuovo libro, ma per comprendere che potevo lasciare andare, che a trattenerle certe emozioni, sarebbe come tentare di contenere l’acqua tra le mani, mentre scivola via inesorabile.

Trattenere. Negarsi la possibilità di avanzare. Come se si potesse nascere, arrivare a trent’anni e rifiutarsi di crescere. Tutto scorre e tu ti fermi lì, in un tempo-non-tempo. Con il rischio che diventi una non-vita.

Mi ricorderò di questi istanti, li fisserò in un punto esatto di quel tempo, che ora non mi appartiene più. Perché mai come adesso voglio andare al passo dell’acqua che scorre.

Alla scoperta dell’Area 51

A Marta

In Area 51 c’è una storia non scritta che sta lì racchiusa tra le pagine, tra emozioni e dettagli che emergono via via che i racconti scorrono. C’è tenerezza, gioia, tristezza, caparbietà. C’è amore per la vita. E grazia. Tanta.
‒Non vedo l’ora che arrivi la prima presentazione, ‒ diceva Marta.

‒ Arriverà, presto, arriverà.
E ci siamo arrivati, ma non c’era più tempo. Non era quello il tempo.

Non lo sarebbe stato, mai più.

Allora mi prenderò un cappello

Condividere un percorso, essere d’aiuto anche a una sola persona, questo è il fine. Far capire che una patologia non ci rende diversi, ma solo quello che riusciamo ad essere, con le nostre fragilità. Ma comunque noi siamo.

Quando si affronta un percorso difficile, la medicina aiuta, e guarisce, non sempre, ma guarisce. Eppure, niente quanto un minimo di empatia e l’ascolto, possono tamponare cicatrici profonde. E la vicinanza delle persone.

Percepire che quello che vedono siamo noi, e non la nostra malattia.

Perché prima di tutto, e comunque, noi siamo.

Antologie

La mia prima casa | Scheda dal sito di APOGEO Editore

La proposta della scuola di scrittura autobiografica “Il Portolano” di Treviso era quella di riportare la memoria alla prima casa, non necessariamente intesa come luogo concreto collocato in un tempo preciso, ma anche un luogo mentale o, ancora, luogo dell’anima. Lo spunto ha avuto una risposta inattesa e ha prodotto un villaggio eclettico composto da quasi cinquanta abitazioni, tutte differenti, che però hanno un aspetto in comune. Sono state tutte ricostruite con il linguaggio che, si sa, rappresenta un’altra casa per eccellenza, quella dell’essere. Un villaggio reso eterno dalla penna e reso prezioso dal bagaglio delle nostre immagini esclusive. Un’antologia nata per gioco. Ma la scrittura, si sa, rende serio anche il gioco più frivolo.

Raccolte Historica

2017 – 2018 – 2019

Racconti dal Veneto | Racconti a tavola | Racconti sportivi

Scrivere? Come quando da bambini ti fanno il regalo più bello del mondo

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