Sorgente: Reby B. disegna ancora – Maria Cristina Benetti – Gli Amanti dei Libri
“Era questo che mi piaceva di lei, lo slancio fiducioso e incondizionato per le persone che amava…”
Maria Cristina Benetti ce l’ha fatta. Ci regala il suo primo romanzo, dal titolo “Reby B. disegna ancora”, pubblicato da Ronzani Editore al numero 17 della Collana “Carvifoglio”, diretta da Bruna Graziani. Mi permetto di scrivere “ce l’ha fatta” perché il romanzo di cui racconterò è il risultato voluto e faticoso di un lungo percorso. E io questo percorso ho avuto la fortuna di seguirlo quasi dall’inizio, o almeno dalle prime manifestazioni pubbliche, attraverso le quali ci siamo conosciuti.
Uno degli aspetti belli, interessanti e utili che vengono dal frequentare presentazioni, reading, librerie specie indipendenti, fiere, feste etc. a tema letterario, è proprio la possibilità di conoscere autori esordienti che lasciano i primi segni sulla pagina per poi crescere, anche inciampare, e proseguire nel loro itinerario. E al lettore pare di partecipare, di sostenere, di pensare anche, presuntuosamente, di poter dare qualche consiglio, perché il romanzo sia il migliore possibile.
Questo, “Reby B. disegna ancora”, io non mi arrogo il diritto di dire se poteva essere o no migliore, ma consiglio caldamente di leggerlo, perché mi ha dato e lasciato molto e dovrò rileggerlo per scoprire ciò che era più nascosto.
Romanzo di formazione dei più classici, “Reby B. disegna ancora” inizia con Rebecca Bosetti già adulta, fagocitata come molti di noi in un mondo che la usa e non le permette di fare ciò che forse le piace di più. E allora lei, aiutata da una scoperta eccezionale, ritorna nel mondo dove è nata, ci si rituffa dentro, lì dove è cresciuta, un mondo come tanti pieno di difetti e cose belle che l’ha resa quello che è o sperava di essere.
“…lasciare andare lo stress di apparire quella che non sono, mi fa sentire libera…”
Rebecca nasce terza di quattro, ma ultima di sei, per sempre. E ciò che è peggio, e coì diffuso tutt’oggi tanto quanto una pandemia, è il senso di colpa di cui si carica, senza responsabilità alcuna. La famiglia di Rebecca è la famiglia nota a tutti, normale, 2 + ics, lui lavora e comanda, lei fa tutto il resto. C’è uno schema ripetuto che si regge su consuetudini, obblighi, automatismi, false certezze così come finti rispetti umani, controbilanciati da aspetti, fatti e gesti teneri, talvolta belli, apparentemente seri fondati e importanti, ma proprio perché schema incapace di accogliere variazioni che non siano crepe e terremoti devastanti. Anche fratelli e sorelle hanno ruoli, più o meno imposti, gravi quanto un matrimonio combinato. C’è il preferito, quella bravissima, quella schizzata, quello messo da parte, così, perché è così e basta.
“Ma non posso sentirmi punita prima ancora di avere fatto… nulla, mamma. Nulla. Sempre rimbrotti mamma, e poche carezze. Mamma dov’è che ci siamo perse?”
Già, è proprio vero, colpevoli prima del processo, o processati da sempre senza aver commesso il fatto. L’autrice scrive un romanzo di formazione sì, ma che è anche un romanzo, se così si può dire, di “relazione”, la storia di numerosi rapporti umani tutti incrinati, che sembrano creatisi per distruggersi, una contraddizione in termini: nati per uccidersi. E a tutti i livelli: tra coniugi, tra genitori e figli o figlie, tra fratelli e sorelle e viceversa. Una guerra dei mondi, familiari.
Via via si perde qualche pezzo, e ne restano un paio. Mi sono chiesto se siano i più forti, quelli che hanno combattuto di più o meglio, quelli che non si arrenderebbero nemmeno da morti. Forse, ma non ne sono proprio certo, non ha importanza chi rimane. Ha più importanza il pensiero che prende forma nel lettore ascoltando i dialoghi tra chi rimane, tra chi cerca di capire e chi prova a spiegare. La verità arriva, forse qualche pagina troppo presto, ed è implacabile. Colpevole non vorresti mai fosse…
Un apparente cortocircuito, questo scritto si apre e si chiude con un sentimento fortissimo, e quando hai finito di leggerlo, ti sembra di averlo iniziato da pochissimo, ma c’è una vita intera dentro. Tutto questo avviene anche grazie ad una struttura semplice, partecipata da attori essenziali.
Brava Maria Cristina. Scrivi ancora!
“Mi rimane un passato che ruota come un luna di cartapesta butterata dai crateri delle amnesie”.
REBY B. DISEGNA ANCORA
Pag. 320
Euro 20,00
ISBN 9791259971074
Da sempre cerco di prestare attenzione alle parole, dette o scritte, uno dei miei crucci sin da quando mi sono aperta al “mondo”, cercare di usare quelle corrette, soppesarle, porci attenzione.
Nella vita a volte – spesso – si è rivelato un limite, non sapevo destreggiarmici, poco anche adesso anche se prima o poi, a furia di incaponirmici ci riesco, o comunque arrivo a un risultato ottimale, per me, anche se non sono mai davvero soddisfatta. Vedo e rivedo allo sfinimento, non solo il mio, per ricominciare poi da capo ancora, e ancora. Ancora.
Prestare attenzione alle parole dette o scritte, dagli altri, da Claudio della Pietà, amante dei libri, recensore.
l mio secondo recensore, attento e generoso. La seconda recensione, blog Gli amanti dei libri per Reby B. disegna ancora, edito da Ronzani, Collana Carvifoglio direttore artistico Bruna Graziani.
Scuola di scrittura Il Portolano.
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SINOSSI
Alla soglia dei 44 anni, Rebecca Bosetti si chiede che senso abbia vivere una vita che non le appartiene. Il lavoro nell’alta moda come assistente che la porta lontana dal marito e dai genitori, ha contribuito a ergere la barriera tra lei e sua madre, e un sogno di gioventù che credeva essere suo, ma lo era davvero?
I rapporti con i propri genitori sono congelati da quando… già, da quando? E da dove emerge la voglia di scapparsene altrove ogni qualvolta mette piede al Civico 7 dove è cresciuta con i suoi fratelli?
Alla morte del padre, abbandonare il lavoro, ricucire il rapporto con una madre disattenta e il ritrovamento di un piccolo “tesoro” di quando era bambina la aiuteranno a dipanare il perché della spaccatura con la sua famiglia. Forse per desideri non realizzati, voglia di libertà, di emancipazione, di una vita da vivere annullando le diversità tra i sessi ma anche la paura, il senso di protezione che Rebecca sente come vincolo. A incombere su tutto questo, un mistero: indagare, significherà scoprire, ma che cosa?




