È giusto che Reby B. sappia la verità? | Recensione

A cura di Annalisa Bruni per éNordEst

Fonte: https://www.enordest.it/2023/10/22/e-giusto-che-reby-b-sappia-la-verita/

Spesso i figli, più o meno inconsapevolmente, più o meno indirizzati, finiscono per fare delle scelte, anche lavorative, che servono soprattutto a riempire le aspirazioni insoddisfatte dei genitori. Quando Rebecca se ne rende conto, alla soglia dei quarantaquattro anni, capisce che è il momento di cambiare. Rebecca è la protagonista del romanzo d’esordio di Maria Cristina Benetti appena uscito per i tipi di Ronzani Editore (collana Carvifoglio, diretta da Bruna Graziani): Reby B. disegna ancora. La protagonista lavora per uno stilista emergente che non ha i soldi per pagarla, conduce una vita stressante di cui fa le spese soprattutto la sua vita privata.

Il mondo scintillante dell’alta moda stride con l’ambiente più che modesto da cui proviene Rebecca che ha vissuto quasi in povertà in un paese della campagna vicentina all’interno di una famiglia problematica. A casa sua si stenta a mettere insieme il pranzo con la cena, figuriamoci se si potevano comprare giocattoli. Persino l’alluvione del ‘66 diventa un meraviglioso diversivo per le caramelle che le vengono regalate dai soccorritori.

Reby B. tra infanzia e giovinezza

La narrazione procede su due piani temporali distinti che si sovrappongono: il passato, cioè l’infanzia e la giovinezza di Rebecca, e il suo presente, di colpo stravolto dal ritrovamento di una scatola piena di suoi disegni infantili che fanno emergere il desiderio di scavare su di sé e sulla sua storia. I ricordi riaffiorano con fatica e confusamente, ma portano alla luce la sensazione che nella sua vita c’è un segreto, un mistero che nessuno le ha rivelato e sul quale che lei adesso decide di indagare.

Questo romanzo si potrebbe definire una storia familiare, ma anche un romanzo di formazione perché la protagonista, attraverso un lungo e doloroso percorso, riesce finalmente a trovare il bandolo della sua esistenza, a mettere, come si dice, “le cose a posto”. Comincia a comprendere le origini di quel senso di inadeguatezza che l’ha sempre accompagnata e a quell’inestinguibile sete d’affetto che l’ha condizionata giungendo, poco alla volta, alla verità che le è stata nascosta per troppo tempo. Trattandosi, anche di una, chiamiamola così, indagine, è imperativo non svelare troppo della trama per lasciare ai lettori il piacere della rivelazione finale.

Chi c’è dietro Reby B.

Questo romanzo d’esordio di Maria Cristina Benetti, che utilizza spunti autobiografici, rivela un sicuro talento narrativo che riesce a gestire una storia complessa, ricca di eventi e di personaggi senza perdere di vista il contesto sociale in cui questa è immersa. Si percepisce un profondo amore per i luoghi dove è ambientata, quella campagna, quel mondo contadino che fino a pochi anni fa, prima dell’esplosione del “miracolo italiano”, sembrava immutabile, fermo in dinamiche, tradizioni e modo di vivere sempre uguale da centinaia di anni.

Un romanzo che racconta la fatica di mandare avanti una famiglia numerosa per una donna, la madre di Rebecca, che aveva delle ambizioni e del talento e che deve, invece, adattarsi a lavori umili per arrotondare il salario del marito. Un romanzo che parla anche di malattia mentale, di violenza e di vendetta. Ingredienti che lo rendono denso, invogliando il lettore, pagina dopo pagina, ad arrivare fino alla fine. Rimane un interrogativo: è sempre un bene venire a sapere la verità? Ognuno di noi, naturalmente ha la sua risposta.

L’autrice

Maria Cristina Benetti (luglio 1963). Quarta di sei fratelli, dopo anni in cui non redige che liste per la spesa, si avvicina alla scrittura come esigenza di espressione con testi di Narrativa Autobiografica. Dalla scuola dell’obbligo al 2016, anno in cui Carta Carbone festival di Treviso seleziona per la sessione Poster ‒ scrittori emergenti ‒ il suo primo lavoro Allora mi prenderò un cappello (Piazza Editore), aveva dimenticato quanto amasse cimentarsi in storie, seppur brevi, che dedicava agli amici, testi in rima per i loro compleanni, storielle inventate da leggersi per animare le feste.
Con Ricordati di dimenticare nel 2019 vince il primo Premio Letterario “Storia di un maldestro in bicicletta”, dedicato al Cittadellese Andrea Bizzotto (BrentaPiaveEdizioni 2021). Reby B. disegna ancora (Ronzani editore, 2023) è il suo primo romanzo.

Maria Cristina Benetti, Reby B. disegna ancora, Ronzani,  2023, Dueville (VI)

Recensore: Annalisa Bruni per

Veneziana, per molti anni funzionaria alla Biblioteca nazionale Marciana. Ha pubblicato le raccolte di racconti: Storie di libridine (Edizioni della laguna, 2002), Altri squilibri (Helvetia Edizioni, 2005), Della felicità donnesca e altri racconti (Nova Charta, 2008); con Cleup Tipi da non frequentare (2013), Langenwang ovvero Il disastro della puntualità (con S. Pittarello, 2015), Tipe da frequentare (ma per quanto?) (2016), Anch’io mi ricordo. Tra Venezia, Mestre e dintorni (2019), Skyline (2020). Nel 2015 ha pubblicato, sempre con Cleup, la silloge di poesie Andando a capo (prima di finire la riga). Suoi radiodrammi sono stati prodotti da Radio RAI 3, la Radio nazionale croata e la Radio Ceca. Suoi racconti sono stati pubblicati in molte antologie. 
Scrive recensioni letterarie e cura cicli di incontri con l’autore. Collabora con la scuola di scrittura Il Portolano.

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