Tra alabarde spaziali e lame rotanti

di Carla Settembrini

Febbraio 2020. Sono le undici di sera, in questi giorni si parla spesso di un tipo di virus, il Covid-19.

Ecco un’altra rogna, un altro problema a cui pensare, come se non ne avessi già tanti altri per la testa, perché se è vero che la fortuna è cieca, con me la sfiga ci vede benissimo, e non mi ha fatto mancare niente.

Senza accorgermene, senza tanti avvertimenti, in un batter di mani, sono diventata una paziente oncologica.

La mia testa si rifiuta di usare il termine tumore. Questa bestia nera io la chiamo Mosca.

Tumore, cancro, Coronavirus, potrei riscrivere il pentagramma con delle nuove note musicali, usando le prime due sillabe di queste parole.

E magari se gli abbinassi anche una melodia, il tutto potrebbe crearmi meno ansia e paura, O se mi spaventasse di meno, magari diventerei più coraggiosa e riuscirei ad affrontarlo.

Mi sembra che in questi giorni tutti parlino del virus, le notizie sono sempre le stesse: le prime riguardano quanti sono i morti, le seconde quanti sono i contagiati. Ma caspita, nessuno che mi dica che posso stare tranquilla, che è tutto sotto controllo così da poter vivere serena. E sana.

Ma in mezzo a tutti questi pensieri, una voce dentro me continua a bisbigliare «Carla tu hai la Super Goldrake, ma di cosa ti preoccupi? Puoi startene tranquilla perché la Super Goldrake ti protegge. E se qualche virus tenta di attaccarti, c’è lei pronta a difenderti».

La Super Goldrake è il nome che ho dato alla terapia, ai farmaci chemioterapici che ogni giorno devo prendere per far sì che la Mosca diventi moscerino e voli via.

Goldrake è il primo cartone animato che ho visto nella mia infanzia.

«Va, distruggi il male e va…»

Nella disperazione vissuta in quei lunghi mesi, cercavo un modo per riferirmi alla terapia, un termine che non mi portasse a ricordi oncologici.

Ora posso stare tranquilla, nel mio corpo c’è la Super Goldrake.

E anche questo problema è risolto.

Carla Settembrini

Ciao sono Carla, il mio motto è “Avanti sempre”.

Anche la malattia può essere o diventare risorsa nella nostra vita. Ad esempio, io vi ho trovato il tempo, per vivere con calma e imparare a pazientare, sopportare, osservare e rivalutare cose e persone. E per dedicarmi ai miei hobbies: fiori, giardinaggio, scrivere.

È come tornare bambini solo che invece di imparare, si re-impara a vivere con più consapevolezza.

In questo la natura mi ha aiutato tanto, con i suoi tempi, stagioni e colori mi insegna a ridipingere le mie giornate.


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