Sotto la porta | La terra trema

Terremoto | Terremoto

“Sotto la porta. La terra trema”. Questo è il tema dell’iniziativa promossa da Carta Carbone festival. Il titolo da solo mi rende orgogliosa e grata di poter provare a partecipare a questa iniziativa di raccolta fondi. Scrivere, descrivere cosa provano le persone toccate dal sisma. Vite spazzate via, stravolte, perse nella nebbia di tutta quella polvere. Difficile descriverne le emozioni senza rischiare di “profanare” un dolore che non sento mio se non perché l’ho vissuto attraverso notizie riportate da altri. Non posso dire che questo cataclisma mi abbia toccato. Sfiorato, non toccato. Non sono io che vivo in una tenda. Non ne conosco le emozioni, quelle che ti colpiscono dritto allo stomaco, che ti fanno provare quel dolore sordo che ti segna l’anima.

I miei piedi sono caldi

dice Bruna Graziani, Direttrice Artistica del Festival che presenzia la Serata “San Gregorio in arte per un Natale solidale”. Verranno scelti alcuni racconti.

Sei saranno letti durante questo evento, altri inviati a un quotidiano.

Scrivere | Lavorare sui dettagli

Carta Carbone, festival letterario a cui ho partecipato con “Allora mi prenderò un Cappello”, a metà novembre invita a scrivere un pensiero, massimo tremila parole, in solidarietà delle persone colpite dal terremoto. Nel libro ho scritto di un mio terremoto interno. Per quanto mi riguarda scrivo da pochissimo e su fatti realmente accaduti, vissuti sulla mia pelle. La cosa più semplice da fare mi si dice. Raccontarsi.

Devi “solo”, oltre alla grammatica, prestare attenzione alle emozioni. E metterle sulla carta.

“Fare vivere la scena, prestare attenzione ai dettagli”. Quando scrivo sento rimbombarmi in testa queste parole. E mi torna alla mente Paolo Leibanti. Le ha pronunciate un anno fa, quando ha tenuto un corso di Scrittura Creativa a Camposampiero, progetto di Fondazione Altre Parole Onlus.

Sotto la porta | La terra trema

Qui si tratta letteralmente di questo. Scrivere sul terremoto. Ci provo immedesimandomi.

Tempo fa è stato come la terra tremasse sotto ai miei piedi. Voglio partecipare. Essendo una scrittrice  improvvisata, non vado a rivedere gli articoli su questo argomento. Non voglio farlo. Per quanto impreparata, voglio provare a essere originale, genuina. Sto cercando di fare, di imparare una cosa nuova. La scrittura mi affascina, ma a cinquantatré anni, con gli studi che non ho fatto, mi sento sempre un passo indietro. Come se rincorressi qualcosa. Ma non ci si può sempre fermare ai “Se avessi fatto, se avessi detto, se ci avessi provato”.

C’è un’opportunità? Proviamoci! Al massimo non succederà niente. O accadrà quello che mi ha detto Paolo, “Avrai imparato qualcosa”.

Questa mia impreparazione, potrei provare a sfruttarla come punto a mio favore. Io sono così, non sono che questa. Posso piacere oppure no, come quello che scrivo.

E ancora mi torna alla mente un esercizio del corso di Scrittura Creativa.

“Parla la bambina della foto”.

Tribuna di Treviso | Succede ogni notte

Ecco l’idea. Lo farò come fossi davvero una bambina. Tale posso risultare nella scrittura, nel mio modo di esprimermi, tale sono a volte nel mio modo di essere, tale risulterò in questo racconto di pura fantasia. Ma quando mi estraneo e rileggo quello che scrivo, è come se le parole prendessero vita. Come se quella bambina che mi porto dentro, esistesse veramente.

E ritrovo a pensarmi in mezzo a tutte quelle macerie.

Al mio papà che non c’è più.

Alla mia mamma che si sta piegando all’inesorabile trascorrere degli anni e al dolore della dipartita del suo compagno.

A me stessa, che dopo il mio terremoto interno, vedo il mondo attraverso altri occhi. Una visuale diversa, fatta di nebbia, polvere, e di tutte quelle macerie da cui sto cercando di riemergere.

E mi lascio andare, prendendo per mano quella bambina, che mi sta portando nel suo mondo, che altro non è che il mio. Rinascere, ma a modo mio.

Allora ecco il mio racconto

“Succede ogni notte”

scelto da Carta Carbone e pubblicato su La Tribuna di Treviso.

“Iniziativa: Un concorso e undici giorni di Eventi.

Ricordi, sentimenti, paura in dieci storie, per un abbraccio di Natale alla gente del terremoto”.

A testimonianza, una volta di più, che l’arte di certo non salva la vita ma di certo la rende più bella.

Grazie Carta Carbone.

Grazie Tribuna di Treviso.

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